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Il paese clandestino - Antonio Strinna - Arkadia editore
 
Diario
il paese clandestino (2)_41
IL PAESE CLANDESTINO Romanzo di ANTONIO STRINNA ARKADIA EDITORE

La folle corsa del progresso, i mutamenti della società: un romanzo che dipinge un'epoca di cambiamento e di smarrimento.

Si può essere clandestini trasferendosi a pochi chilometri dal proprio paese d’origine? Lo sradicamento di una migrazione lo si percepisce anche spostandosi di poco, forse perché la clandestinità è una dimensione esistenziale fatta di abbandoni di luoghi sicuri che ci conducono verso l’ignoto e l’inevitabile senso di precarietà e solitudine che tutto ciò porta con sé.
Anche il progresso, con la sua folle corsa non fa che gettarci continuamente nella precarietà della clandestinità.
L’unica salvezza è coltivare il 'paese' che è dentro di noi, la memoria delle nostre radici. Ne "Il paese clandestino" l’eco di tutte queste sensazioni diventa pietra angolare nel racconto di un giovane che vede la sua vita sfuggire via in un contesto di provvisorietà.
Un romanzo ambientato in Sardegna, che potrebbe però rappresentare benissimo tutte quelle porzioni d’Italia che il consumismo, il modernismo sfrenato e la rincorsa ai falsi valori ha profondamente mutato.

L’ho rivista sotto il sole di settembre, questa casa di ombre vive, mentre l’allegra cantilena del ruscello mi faceva credere che il bambino fosse ancora nella culla. Che dormisse serenamente o che fosse in attesa del latte della mamma.
E intanto che ascoltavo il suo docile abbandono – silenzio ininerrotto e anche lievissima solitudine – mi chiedevo dov’ero stato in tutti questi anni, lontano da lei, dal suo destino senza tempo. Dov’ero stato senza mai sapere che anche io ero orfano. Dov’ero stato e che cos’ero diventato.

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Colonna sonora di Marco Piras
 

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