"In cilca di l'assentu", di Gianfranco Garrucciu, pubblicato dalla Edes, è appena uscito nella collana di letteratura sarda plurilingue "La Biblioteca di Babele", diretta da Nicola Tanda.
La dimensione valoriale della poesia, quanto più si distanzia dalla banalità della comunicazione quotidiana e di quella mediatica, ci propone sempre un cammino diverso, originale, le cui forme e i cui contenuti ci affascinano non senza turbare, infine, la tranquillità dei nostri passi e delle nostre convenzioni. Ce lo conferma pienamente lo spartito poetico, profondo e incandescente, di Gianfranco Garrucciu. Dimensione e spartito, appena punti di partenza, che vanno per mare, diventano essi stessi mare, fluidi e docili, esposti ad ogni vento, di giorno e di notte. Sono intessuti di versi che discendono fluidi fin nei cupi meandri della memoria, diventano voci lontane, suoni primitivi, giù in fondo, quasi si annullano nel silenzio, ma portano ovunque la coraggiosa intenzione di incontrare l’uomo. Senza maschera, senza ipocrisie, senza potere, insomma proprio l’uomo, con i suoi vizi, i suoi dubbi, le sue debolezze.
Ed è proprio allora che incanto e disincanto s’incontrano e si fondono nella naturale armonia dei versi, quelli di Gianfranco Garrucciu, fra risonanze, richiami e rime, dove ogni visione è sospinta da uno spirito inquieto che lievita e si diffonde in un vasto registro espressivo. Ora lieve, ora deciso e dirompente. Talvolta intimo e discreto, talvolta padrone dell’orizzonte. E’ un registro non retorico né artificioso, ma illuminato e denso di una umanità, direbbe Pasolini, propriamente autentica, in quanto viva e vitale, sorpresa nella sua quotidianità. Dove la natura ci restituisce i suoi sentieri, i suoi sentimenti, dal sapore dell'alba allo stupore dell'innocenza.
E' così che questa dimensione, spoglia e silenziosa, accogliendo e coniugando le inevitabili contraddizioni dell’esistenza umana, si trasforma coerentemente in vita e poesia. Lo confermano le analogie e le metafore che nei versi di Garrucciu rinviano di continuo al tempo e, nel tempo, al manifestarsi dell'energia della vita e di mani operose che mettono in relazione gesti, creature e oggetti, dando loro un preciso orientamento di senso attingendo al sapere antropologico di una civiltà che ha percorso diversi millenni.
DOLCE SOGNO
Dorme nascosta sotto la cenere
la brace nella stanza
assonnata dalle ore della notte,
faville solitarie
in volo si disperdono
come stelle perdute
brandelli di luce.
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