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Il paese clandestino - Antonio Strinna - Arkadia editore
 
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  IL PAESE CLANDESTINO
Romanzo di ANTONIO STRINNA
ARKADIA EDITORE
 
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La folle corsa del progresso, i mutamenti della società: un romanzo che dipinge un'epoca di cambiamento e di smarrimento.

 
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  L'EROE MALEDETTO
di ANTONIO STRINNA
ARKADIA EDITORE
 
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Si tratta di un romanzo di grande impatto, nel quale la solitudine e l’avventura diventano il paradigma di un uomo alla continua ricerca delle sue radici.
L'eroe maledetto è un romanzo storico che ricorda per intensità di sentimenti, semplici e profondi, il contatto con una natura aspra e selvaggia, la magica scrittura di Corrado Alvaro.


 
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  IL CANTO POPOLARE
IN SARDEGNA E NON SOLO -
IMPORTANZA E ATTUALITA'
 
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La comunità di un paese si mantiene coltivando le sue ragioni sociali ed economiche, sicuramente importanti, ma la comunità sente anche il bisogno di coltivare e conservare la sua memoria: quella individuale e quella collettiva, diciamo storica.
Senza memoria anche il suo passato finirebbe per non esistere. Perciò consideriamo la nostra memoria -idealmente-, come una casa sacra, inviolabile, incorruttibile.


 
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  LE MISSIONI DI PACE
DELLA BRIGATA SASSARI -
ANTONIO STRINNA
 
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LE GUERRE DEI SARDI
Valore e sacrificio, storia di un popolo in armi.
Dal Risorgimento alle missioni della Brigata Sassari.
Manlio Brigaglia

«Un popolo di razza latina, che non lascia mai le armi». Così descriveva sinteticamente i Sardi, ai tempi di Federico II, un famoso geografo arabo, El Idrissi. Da quando era che i sardi si portavano appresso questa fama, così dilatata nel Mediterraneo? Potrebbe essere cominciata, dice qualcuno, sin dai tempi dei Shardana, mercenari di uno di quei bellicosi “popoli del mare” che andavano a combattere per i Faraoni a occhio e croce 1200 anni prima di Cristo. Può darsi, anche se gli studiosi più avvertiti (ne cito uno per tutti, Piero Bartoloni, professore nella nostra Università) non credono che fossero sardi.


 
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  BADDE LONTANA -
QUARANTATRE' ANNI FA
 
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Sutta su chelu de fizu meu
como si cantat finza tres dies:
badde lontana, badde Larentu
solu deo piango pensende a tie.

Mortu mi l'hasa chena piedade
cun d'una rocca furada a Deu:
badde lontana, badde Larentu
comente fatto a ti perdonare?

Zente allegra e bella festa,
poètes in donzi domo.
Cherzo pregare, cherzo cantare
ma no m'ascurtada su coro meu.

Dami sa manu, santu Larentu,
deo so gherrende intro a mie.
Dami sa manu, mi so perdende,
faghemi isperare umpare a tie.


 
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  LA VALLE DEI MULINI
SAN LORENZO - OSILO -
RACCONTO POPOLARE
 
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E già, mi sono preso un bel po' di spazio per farmi il nido! E che nido, direste voi stessi arrivando qui, abbracciato come sono al grembo discreto e accogliente della natura! Incastonato fra le colline di Osilo e il Golfo dell'Asinara, mi estendo lungo una valle silenziosa per quasi cinque chilometri.
Noto come “La Valle dei mulini”, ero abitato fino agli anni '50 quasi unicamente da mugnai, contavo allora e da diversi secoli ben 36 mulini idraulici, per mezzo dei quali riuscivo a macinare svariate tonnellate di frumento e a fornire dell'ottima farina ad Osilo e ai paesi vicini, oltre che agli abitanti della valle, in certi periodi dovevo provvedere anche a quelli di Sassari.


 
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  NANNEDDU MEU -
STORIA DI UNA COMUNITA'
 
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Scrive il poeta e scrittore Francesco Masala nella sua introduzione al libro “Peppino Mereu, poesias”, edito da Della Torre: “Di un poeta, in fondo, non importa tanto conoscere il talento lirico, sempre opinabile, quanto l'uso che ne fa la società dove è vissuto”.
Peppino Mereu, del resto, diviene poeta quando è ancora viva la 'Questione de su connottu', cioè la lotta contro la Legge delle chiudende, la privatizzazione dei terreni collettivi.


 
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  UN PAESE, LA SUA VOCE
E IL SUO RACCONTO
CON TUTTI I SUOI SEGRETI
 
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Ci sono luoghi che non smettono mai di raccontare la loro storia, le loro alterne vicende, soprattutto quando si tratta di luoghi dove uomini e donne sono passati, a lungo, con le loro esistenze: godendo dei loro frutti più preziosi, quelli maturati nella fatica e quelli maturati nella gioia, con il lavoro, la musica e il ballo. Montebello, una volta Montegranatico, rappresenta di sicuro tutto questo. In un tempo che non è passato invano.

 
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  LA MIA COLLINA  
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Non hai la dignità della montagna e neanche, come una volta, tanti ammiratori. Dicono pure che stai invecchiando, persino in fretta, dimenticata da tutti. Sarà che tu sei la mia amante, ma io non oso neppurla immaginarla la tua vecchiaia. Continuo invece a immaginare, anche adesso ce l'ho davanti agli occhi, la tua bellezza inestinguibile.
Ho poi saputo della tua solitudine, come di una resa, di un'amara rassegnazione. Quando mai potrei crederci? Il mio amore non può che vedere la tua giovinezza, il tuo splendore.


 
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  RACCONTANO DI OSILO -
MEMORIALE A PIU' VOCI DI
SCRITTORI, POETI E STORICI
 
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Questo spazio del Diario è dedicato agli amici di Osilo. Che saluto tutti, vicini e lontani, e a te che mi leggi in modo speciale. Ho voluto raccogliere alcuni frammenti, tratti da opere di scrittori, poeti e storici, per offrire un ritratto o almeno una piccola idea di come Osilo veniva visto, considerato e descritto nei secoli scorsi.
Anche io racconto di Osilo (1680/1720), negli ultimi tre capitoli del mio romanzo "L'eroe maledetto", Arkadia editore, e poi nelle pagine di questo Diario. Ma più ancora diffusamente nel mio prossimo libro, la cui uscita è prevista per il 2016, dal titolo "Il paese clandestino", Arkadia editore.


 
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  L'ETERNA CORSA  
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SUI FIANCHI DELLA MONTAGNA, DEL TEMPO E DELLA VITA

Durante quella prima corsa la gente di Osilo si era portata sui fianchi della montagna e ricopriva con i suoi costumi ogni piega del terreno.
(“Sei settimane nell'isola di Sardegna. Osilo”. Edouard Delessert, Parigi 1854).


 
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  L'ULTIMO RAGGIO DEL GIORNO  
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LA LUCE, DOV'E' LA LUCE?

Le case, raggruppate lungo il dorso del monte, a guisa di un branco di pecorelle ritornanti al natio presepio, apparivano rischiarate leggiadramente dall'ultimo raggio del giorno. (“L'alcaide di Longone. Osilo”. Carlo Brundo. Cagliari 1870).


 
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  QUEI LUMINOSI MURI BIANCHI  
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INTERROGANDO IL NOSTRO TEMPO...

C'era qualcosa di sorprendentemente arabo
nei loro profili olivastri, stagliati su luminosi muri bianchi.
(“Interludio di Sardegna. Osilo”. Amelie Posse Brazdovà.
Lickov 1931).


 
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  QUELLA TENEBRA  
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SOPRA LA COLLINA E LE CASE DEL PAESE

Quella tenebra paurosa viene solcata da una striscia abbagliante
e il lontano brontolare del tuono fa tremare le case di Osilo.
(“L'alcaide di Longone. Osilo”. Carlo Brundo. Cagliari 1870)


 
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  AMORE E RELIGIONE
nella poesia di Fabrizio DE ANDRE'
 
 
Una breve riflessione

 
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Colonna sonora di Marco Piras
 

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