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Dal romanzo “LA MASCHERA STRAPPATA” 

Ecco, anche oggi mi tocca di cantare il nostro inno, Hotel della tranquillità, mentre avverto nelle mie mani -ormai un tutt'uno con la chitarra- come vento che soffia ora lieve ora impetuoso, con il volto dell'innocenza e dell'ironia. La mia voce, appena inizio a cantare, sembra affacciarsi a distanze remote che sanno di dormiveglia, sento di respirare il pudore di sogni lontani, oltre i confini del silenzio.

E' vero, qui tutto è vecchio, tutto è stantio,
e le stanze hanno il profumo della malattia,
ma in fondo conta soltanto pensare a Dio
e la morte, questa morte, cosa vuoi che sia...

Siamo solo dei vecchi, siamo bravi soldati,
camminiamo sempre in fondo al passato,
nascosti in questa trincea con i fucili spezzati
ogni giorno ci sembra un giorno sognato.

Nessuna pretesa, neppure giochi di nuvole
sopra la bancarella della pazienza,
ormai siamo soltanto cose frivole:
ognuna con il destino della partenza.

PS
Nella Sezione 'Diario' è possibile leggere alcune pagine in anteprima del mio ultimo romanzo, di imminente uscita, dal titolo: "Il passato non finisce mai".