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Il paese clandestino - Antonio Strinna - Arkadia editore
 
Recensioni

Il paese clandestino


Osilo, 10 settembre 1955. E' il giorno in cui tutto cambia, la casa amata e conosciuta viene abbandonata e la valle di San Lorenzo resta indietro, “il cavaliere della fame” spinge l’intera famiglia a cercare un futuro altrove. Il progresso e l’arrivo dell’elettricità hanno costretto i mugnai ad abbandonare i loro mulini, le famiglie che fino a quel momento avevano di che vivere sono costrette a migrare, ma persino spostarsi da un paese a un altro significa diventare clandestini, perdere radici, sicurezza, punti di riferimento. Per un ragazzino è difficile capire la scelta dei propri genitori, nella nuova casa si sente ospite momentaneo. Anche se il padre ora lavora come spaccapietre nella cava di basalto, la gente chiama mulinarzos i bambini figli della mugnaia, come fosse quella la loro essenza: “Certe volte accadeva che qualcuno mi avvicinasse in modo sospetto, quasi volesse annusarmi, convinto che avessi addosso odore di farina e di mulino. E che fosse ancora la valle a vestirmi”. La luce del villaggio è diversa, il rapporto con la natura cambia, il desiderio di tornare nei luoghi natii è talmente intenso che ogni giorno il richiamo della valle ha il sopravvento. Insensibile alle raccomandazioni materne, alla fame, alla paura, è il bisogno di inoltrarsi lungo sentieri solitari ad avere la meglio, risalire pendii pericolanti e con l’incoscienza e l’ardore dell’infanzia mettere a rischio la vita, per ritrovare le proprie orme e mai più lasciarle...

“E' il paese nel quale sei chiamato a vivere, il tuo; oggi questo, domani quello. Fra dieci anni, chissà quale. E forse un giorno, se davvero riuscirai a capire te stesso, scoprirai che l’unico paese che non hai mai lasciato, e non sarai costretto a lasciare finché sei vivo, sei proprio tu. Nessun altro”. Il distacco, lo strappo che lascia l’anima incerta sulla soglia del mondo, capita a tutti di percepirlo. Nel trasferimento da un paese all’altro e nel trasloco di casa in casa si perde sempre un pezzo di sé, ciò che occorre ricordare è che si acquista anche qualcosa. La ricchezza non risiede unicamente nella memoria ma la si può trovare in ogni nuova esperienza. Attraverso la narrazione in prima persona viene tracciato un percorso che segue l’intera esistenza, dall’infanzia libera e spericolata, alla consapevolezza matura dell’uomo che affronta il mondo degli studi e del lavoro, i lutti, comprende la distanza che separa chi è protetto da ricchezza e potere dalla povera gente. Gli anni Sessanta si chiudono con fatti di sangue che segnano la collettività, il terrorismo e le morti innocenti: la strage di piazza Fontana, le bombe alla Banca Nazionale del Lavoro a Roma e all’Altare della Patria. E mentre il mondo va in pezzi e il progresso si rivela “cinico, cieco e anche menzognero” stritola stili di vita e relazioni sociali, la piccola società all’interno del paese potrebbe essere l’unica salvezza. Antonio Strinna è nato a San Lorenzo e negli anni ha visto i trentasei mulini della valle fermarsi uno dopo l’altro. Questo è un romanzo di malinconica memoria, alla valle amata è dedicata la canzone che l’autore, poeta e musicista, ha composto nel 1972 Badde lontana.

Sara Cabitta
www.mangialibri.com

 

L'EROE MALEDETTO


La vicenda di Giovanni Gallurese, che nella seconda metà del Seicento riuscì da solo a difendere la torre di Longonsardo dall’assalto dei pirati, e più tardi si fece bandito, è avvolta in parte dal mistero e dalla leggenda.
Da qui è partito Antonio Strinna, già noto come poeta e come narratore, per concepire questo nuovo romanzo. Messo a fuoco il personaggio nella parte più conosciuta della sua storia, quella della sua impresa del 1658, lo segue poi negli sviluppi successivi, più oscuri, legando la sua latitanza, che lo condusse nelle vallate intorno a Osilo, alle sue misteriose origini: cresciuto orfano, scopre che i genitori sono stati assassinati e si propone di vendicarli.

Salvatore Tola (La Nuova Sardegna)


Un romanzo di grande impatto, nel quale la solitudine e l’avventura diventano il paradigma di un uomo alla continua ricerca delle sue radici. L'eroe maledetto è un romanzo storico che ricorda per intensità di sentimenti, semplici e profondi, il contatto con una natura aspra e selvaggia, la magica scrittura di Corrado Alvaro.

Astrid Pesarino (Blog Tempi Irregolari).


 

BADDE LONTANA - Edizioni Gallizzi


Storia del mistero e del fascino di un passato favoloso.

Un'opera in parte autobiografica, in parte tesa a ricostruire una vicenda collettiva che nasce dall'intrico di varie storie personali e private; a questo intento si accompagnano i modi del racconto e il linguaggio, animati da una tensione lirica che si alterna alla capacità di nutrire la storia del mistero e del fascino di un passato già favoloso. (Salvatore Tola, La Nuova Sardegna).

Nel romanzo ritornano avvenimenti e personaggi del paese, legati a una trama che coinvolge lo stesso autore, il quale ritorna sui luoghi della sua infanzia e dei suoi avi per ricostruirne in qualche modo la storia, rievocarne i valori, piangerne la scomparsa. (Salvatore Tola, Il Messaggero Sardo).

 

LA MASCHERA STRAPPATA - Edizioni Castello


Un vecchio attore di fronte al bilancio della propria vita.

Antonio Strinna, che nel suo primo romanzo (Badde lontana) aveva affrontato il tema di una memoria individuale e collettiva, mette ora al centro di questa sua seconda prova narrativa un vecchio attore chiamato a fare il bilancio della propria vita: come un molteplice flashback si susseguono avvenimenti e incontri che hanno per sfondo la Sardegna con i suoi personaggi, i suoi problemi e le aspirazioni rinnovate ma sempre irrealizzate. (Salvatore Tola, La Nuova Sardegna).

Ciò che particolarmente colpisce in questo suo nuovo libro è la scrittura in prima persona, dove l'io narrante racconta la sua storia di artista, quasi stesse di volta in volta compilando un diario al quale affidare le sue sensazioni e le sue riflessioni sui personaggi che incontra nella vita. Tali riflessioni sono così dense di significato e di osservazioni sul carattere e sul comportamento degli uomini, che viene da pensare di trovarsi davanti a uno scrittore filosofo, che rende universale la sua visione del mondo.(Dolores Turchi, L'Ortobene).
 

TUTTO ACCADE - Edizioni Joker


Un continuo accadere nell’eterno divenire delle cose.

Il romanzo di Strinna ci rivela un impegno artigianale serio che ha bandito scorciatoie, trucchi del mestiere, con esiti complessivamente positivi che vedono brillare non poche pagine di ammirevole bellezza. Ed è senz'altro da ritenersi, questo lavoro di Antonio Strinna, un punto di arrivo importante rispetto alle prove precedenti. In esso si avverte chiaro l'empito di raccontare, di testimoniare non uno ma più mondi: quello reale e tangibile della contemporaneità, quello relativo a un passato ben definito, storicamente documentato, e quello ancestrale che radica nel mito e nelle ragioni ultime dell'uomo. (Giovanni Nuscis, Italialibri).

“Tutto accade” si presenta come un'opera composita, di ampio respiro, costruita con un'abile tecnica ad incastro che permette a due storie tra loro strettamente collegate di inserirsi perfettamente l'una dentro l'altra. Esse, a loro volta, come scatole cinesi contengono altre storie minori, che si configurano come continue o potenziali diramazioni. Ne risulta un romanzo aperto, al di là dell'apparente conclusione della vicenda principale, che non prospetta una fine ma un continuo accadere nell'eterno divenire delle cose. (Gianni Caccia, La Clessidra).

C'è qui uno sguardo che vede prevalere l'indagine verticale e soggettiva, lo scavo interiore in capo ai personaggi rispetto, ad esempio, all'ampio affresco sociale e antropologico, al movimento e alla varietà affidati a una pluralità di voci e di registri. Altro aspetto da rilevare è il tono sapienziale di questa scrittura, di una saggezza ante litteram che pervade l'intera narrazione, sorretta da una tensione costante e protratta. Pur sullo sfondo della finzione, l'autore esprime così, più o meno esplicitamente, il suo mondo e, con esso, l'epos di una esperienza antica tramandata oralmente da padre in figlio, di villaggio in villaggio. (Giovanni Nuscis, Poiein).

 

PICCOLI UOMINI, GRANDI SPERANZE - Edizioni Edes


Un viaggio di conoscenza e di partecipazione.

Strinna, noto come poeta, narratore e autore di testi di canzoni, ha compiuto all’interno della Brigata Sassari un viaggio di conoscenza e di partecipazione che ha poi registrato in questo diario. Il volume si apre con la prefazione di Giuseppe Cossiga, sottosegretario alla difesa, e si chiude con una sezione fotografica. (La Nuova Sardegna, Salvatore Tola).

 
 


Colonna sonora di Marco Piras
 

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